Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno"

 

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL LIBERO PENSIERO "GIORDANO BRUNO" 

Fondata nel 1906

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Funerale della Melato, il parroco vieta il discorso di saluto alla Bonino

di Maria Mantello

12 gennaio funerali di Mariangela Melato, chiesa degli artisti piazza del popolo.

Renzo Arbore ha preso contatti col prete informandolo che ci sarebbe stato un discorso di Emma Bonino per ricordare l’attrice. Sono le volontà della defunta. Nessun problema. Si fa sempre, è consuetudine, si fa sempre ... Insomma tutto ok. Ma poi, all’ultimo momento, il prete fa marcia indietro: ci sarebbero nuove disposizioni, nessuno può parlare in chiesa tranne il sacerdote, e quasi a scusarsi lo ripete anche durante la funzione: «tutti i saluti devono avvenire fuori dalla chiesa».

Così, Renzo Arbore si attrezza. Si trova un altoparlante e un microfono per rispettare l’ultimo desiderio della defunta. Fuori dalla chiesa, pazienza! (ancora non sa che quella della normativa nuova è ipocrita menzogna).

In una calca impossibile... si aspetta l’uscita della bara, con grande fatica si riesce infine a fare un  minimo di spazio.

Quel discorso è davvero una conquista, e infine Emma Bonino, non certo in veste da comizio, può nonostante tutto ricordare la Melato con affetto pacatezza sincerità.

 

Il suo discorso l’ho trascritto dalla registrazione e ve lo riporto, perché ognuno giudichi....

 

«Grazie. Grazie davvero, mi ha sorpreso, mi commuove e mi onora che sia stato chiesto a me di ricordare oggi Mariangela. E se così si è voluto, penso che oggi si voglia ricordare di lei non solo la grande attrice, la professionista rigorosa ed esigente innanzitutto verso se stessa.

Ma la donna dalle sfide impossibili perché della sua vita artistica e del suo talento, altri sarebbero più qualificati di me a parlarne, a partire dai tanti di voi qui presenti ... colleghi attori, registi cinematografici ed esperti teatrali.

Da questo punto di vista io sono solo una dei tanti milioni di italiani che di volta in volta ho riso di gusto, sorriso amaro... ma che ho sempre riflettuto vedendola a teatro o sugli schermi.  Ho pensato che oggi si volesse ricordare soprattutto la persona,  la donna Mariangela nei suoi aspetti forse meno noti ma ben definiti e caratterizzanti della sua vita artistica ma anche del suo percorso personale.

Io, non ho avuto con lei frequentazioni assidue, non eravamo amiche come si dice,  che vanno insieme ai cinema o al mare. Peccato, ho perso molto!

Ma, me la sono spesso trovata affianco determinata e vitale  in alcune sfide radicali apparentemente impossibili. E più erano difficili e più lei c’era.

Perché era convinta che il mondo può essere cambiato. E poiché si può, qualcuno lo deve tentare. Coetanee, ci siamo spesso sfiorate e incrociate, riconoscendo a distanza una sintonia forte di intenti comportamenti e passione civile. In queste ore mi sono chiesta ed ho chiesto in giro come definirla in poche parole. Ho chiesto aiuto a chi la conosceva di più a chi non la conosceva affatto e a chi l’amava, perché volevo mettere in questo breve ricordo qualcosa di più corale e non solo mio, di personale. 

Tra le lacrime Renzo  ieri ha usato questo trittico: passione  pulizia impegno; Irene, di getto ha detto: grazia simpatia leggerezza; Mimmo l’ha detta: una lottatrice, una combattente anche nell’affrontare la malattia e il dolore; mia cognata ha scritto: elegante, nel senso di dire elegante nel pensiero, nel comportamento, nella sua autonomia; Maurizio ha ricordato che con lei si rideva molto, perché era anche spiritosa, ironica, soprattutto autoironica -qualità rarissima segnalo-  semplice... una insomma che non se la tirava.

So che Beppe Servillo ha detto: «modello raro di autonomia femminile». Condivido!

So anche che non amava essere definita una donna forte. La capisco.

Per parte mia, mi rimarrà dentro come una donna autenticamente coraggiosa, se per coraggio non s’intende non avere paura, ma saper governare le proprie fragilità e le proprie paure per farne forza e consapevolezza collettiva... potenzialmente contagiosa.

Per tutte queste ragioni e molte altre ancora, Mariangela Melato, antidiva regina del palcoscenico, anticonformista per autenticità ... e non per moda, appassionata cittadina italiana, ci mancherai. Ciao Mariangela».

 

Ecco di questo discorso della Bonino la Chiesa romana ha avuto paura. Perché non ammette il valore dell’autodeterminazione, la possibilità della responsabilità di intervenire nel mondo per costruire la felicità sulla terra e non dilazionarla (per chi ci crede) in cielo.

Un Chiesa pavida, che manca del coraggio del dialogo vero perché vuole sottomissione, obbedienza.

 Una chiesa fuori dal mondo che non sa parlare alle menti e si chiude nel ritualismo di potere e di convenienza... la cui regola è “o stai con me o contro di me”, senza mediazione dialettica.

Una chiesa tridentina, una chiesa che parla di umanità, ma che anche di fronte alla morte non si inchina all’individualità, perché quel che conta è l’appartenenza identitaria al suo gruppo-clan.

Una chiesa dogmatica, che preferisce la sua assoluta verità, alla sua assoluta carità. Contrariamente a Colui per conto del quale dice di parlare.

Una Chiesa che parla di umanità, ma per omologarla al suo catechismo.

Una Chiesa del no, che continua ad alimentare lo spirito di crociata contro chi non è conforme ai suoi sacralizzati stereotipi. E per questo, incapace di fare i conti con la secolarizzazione e la laicizzazione della società, ha paura del valore laico della dignità individuale di essere proprietari della vita. Una chiesa priva di coraggio  e  fuori dalla storia! 












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