Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno"

 

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL LIBERO PENSIERO "GIORDANO BRUNO" 

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Montizemolo, il rinnovato patto d’acciaio tra padroni del vapore e dell’aspersorio

di Maria Mantello

 

La grande “casa dei moderati” benedetta da Vaticano e Confindustria si ricostruisce.

Il battesimo è stato officiato il 17 novembre presso gli ex studi cinematografici de Paolis di Roma sulla Tiburtina da Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Italia Futura, che la nuova formazione sponsorizza, ed eminente esponente di Confindustria.

 

A far da padrini il presidente delle Acli Andrea Olivero, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni e il fondatore della Comunità di Sant’Egidio - nonché ministro del governo Monti- Andrea Riccardi.

Un’alleanza “Verso la terza repubblica”, come recita il titolo della convention che punta al Monti bis.

«Monti può fare il lavoro di ricostruzione in Italia e in Europa meglio di chiunque altro», proclama Montezemolo, che aggiuge: «Ci proponiamo di dare fondamento democratico ed elettorale al discorso iniziato dal suo governo perché possa proseguire». E Riccardi specifica: «Dovevamo essere una parentesi come governo, siamo stati un inizio», «la seconda repubblica si è consumata e lascia tanti delusi. Ma la terza repubblica non è già cominciata?».

 

Ma a guardar bene nella “casa dei moderati” che tutti dovrebbe accogliere, i padroni sembrerebbero gli ultracattolici. Il programmatico annuncio di Andrea Olivero parla da sè: «Voglio portare qui la tutela e la promozione della vita a partire da quella più fragile e indifesa, la famiglia fondata sul matrimonio, la libertà di educazione», che poi significa impedire unioni di fatto, specialmente se gay, e riportare l’educazione nelle mani clericali. Più che repubblica sembrerebbe il ritorno al papa-re. E certo Bonanni non aiuta a dubitare di questo, se in perfetta sintonia con Ratzinger sintetizza così il suo obbiettivo: «Difesa dei valori non negoziabili». Lo slogan del family day di cui il leader del sindacato cattolico è stato tra gli animatori nel 2007, in buona compagnia della destra più impresentabile.

 

Montezemolo comunque insiste nel rassicurare che dentro la nuova casa dei moderati ci possono star tutti: imprenditori e lavoratori, laici e cattolici. Tutti quelli che hanno voglia di politica nuova e che sono stanchi dei vecchi partiti. Una strizzatina d’occhio ai transfughi verso Grillo non guasta. Che faccia tosta, come se lui venisse dalla luna!

Ma secondo la miglior tradizione della vecchia Balena Bianca democristiana, la cattiva coscienza è salva. Compresa quella delle lobby capitaliste: «l’unica patrimoniale che dobbiamo introdurre è quella sullo Stato», «venga reso permanente e più incisivo il processo di spending review». …

Un bel programma di destra per quello che Montezemolo definisce la «nascita di un Governo costituente di ricostruzione nazionale», mettendo quindi in cantiere anche l’assalto alla Costituzione repubblicana, che ai “moderati” evidentemente appare troppo laica, troppo democratica.

 

Tanta “bella gente” alla convention “verso la terza repubblica”. Soprattutto benedetta da oltretevere. Del resto la strada per la rinascita di mamma DC, era stata già segnata al raduno di Todi del 17 ottobre 2011, dove il cardinal Bagnasco, sciolta la coppia di fatto Curia-Berlusconi, in occasione del convegno “Buona politica per il bene comune: i cattolici protagonisti della politica italiana”, impegnava la galassia cattolica a tutelare «l’inizio e la fine della vita umana, il suo grembo naturale che è l’uomo e la donna nel matrimonio, la libertà religiosa ed educativa che è condizione indispensabile per porsi davanti al tempo e al destino».

 

Questa rinnovellata alleanza tra padroni del vapore e dell’aspersorio, per usare la terminologia del grande anticlericale e antifascista Ernesto Rossi, temiamo che non solo ricompatterà le destre, ma sarà una terribile sirena per quelle quinte colonne del Vaticano che sono anche nel PD e che non aspettano altro di accasarsi nella marmellata dei “moderati”, dove non dovrebbero neppure più render conto di programmi disattesi, perché basterebbe la panacea della fede nell’ideologia del beati-i-poveri-perché-di-loro-sarà-il-regno-dei-cieli e promettere un poco di carità (per piacere e non per diritto) affinché la giustizia continui a non essere di questo mondo.

Il Governo Monti bis, che ha fatto del rigore lo spremi agrumi per chi già tutto paga, e dell’equità promessa l’imparziale paritetica immunità delle caste confindustriali e clericali, ecco perché per loro anche potrebbe essere perfetto.

 

Pubblicato anche su MicroMega.net

 

 

 

 

 

 


 

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