Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno"

 

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL LIBERO PENSIERO "GIORDANO BRUNO" 

Fondata nel 1906

Aderente all' Union Mondiale des Libres Penseurs - International Humanist and Ethical Union

Presidenza nazionale e Presidenza sezione di Roma - Coordinamento Web :

prof.ssa Maria Mantello,


Roma

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Presidenza Onoraria e Sezione di Torino:

avv. Bruno Segre


Torino

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Tra caste e privilegi, come nell’Ancien Régime

di Maria Mantello*

Prima della Grande Rivoluzione, la Francia si trovava sulla soglia della bancarotta. La finanza allegra dell’indebitamento pubblico e le manovre riduzioniste di finanza creativa si sfracellavano impietosamente sullo scoglio della realtà dei fatti.

Il popolo era esasperato e l’odio verso i governanti cresceva. Non funzionavano neppure più come imbonitore popolare i cahiers de doleance, i cui surrogati sono alla nostra epoca le trasmissioni televisive dove qualcuno diventa attore per un giorno: finto questuante presso finte preture o finti raduni amicali di ben orchestrati fatti propri. Utili deterrenti psichici per far credere a chi imbambolato vede, di essere in fondo almeno un po’ meno disgraziato di quanto realmente è.

Nella Francia di allora, fu nominato dal re un controllore generale delle finanze, Charles Alexandre de Calonne, che si trovò di fronte al bivio: default, oppure far pagare chi non aveva mai pagato. Lo scrupoloso tecnico, che dalle fila del potere pur veniva, sottopose al re un articolato memoriale dove dimostrava che il rigore del risanamento dello Stato necessitava equità, arginando lo strapotere di caste sempre più fameliche e corrotte alla cui ombra continuavano a fiorire, come anemoni, faccendieri di ogni sorta: in aste occulte di cariche pubbliche e accaparramenti di persone e cose…

Insomma i ricchi non potevano essere più risparmiati, anche perché continuare a colpire i poveri neppure bastava.

La politica del risanamento pubblico, attraverso rigore ed equità, non venne però neppure avviata. Lo stesso Calonne non insistette più di tanto…

Le caste, che non si rendevano conto della Rivoluzione alle porte, non cessavano intanto di minacciare e lamentarsi: “non ce la facciamo a sostenere le spese di corte!; come facciamo a pagare paggi, valletti e vallette … scorte necessarie per fare il nostro lavoro! Insomma: i vitalizi non si toccano!”.

Non chiedono oggi altrettanto molti nostri parlamentari, che con foga si mobilitano per difendere i loro milionari stipendi e privilegi? Una casta, che imbarca sulla sua zattera inquietanti eredi mussoliniani (almeno nel nome), ed ex democristiani, distribuiti (equamente?) a destra e a manca. Perpacco! O meglio: Per bindirindini!

*MicroMega, 13 dicembre 2011


 



 



 

Direttore Responsabile: Maria Mantello 

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