Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno"

 

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL LIBERO PENSIERO "GIORDANO BRUNO" 

Fondata nel 1906

Aderente all' Union Mondiale des Libres Penseurs - International Humanist and Ethical Union

Presidenza nazionale e Presidenza sezione di Roma - Coordinamento Web :

prof.ssa Maria Mantello,


Roma

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Presidenza Onoraria e Sezione di Torino:

avv. Bruno Segre


Torino

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Prove di schedatura

di Alvaro Belardinelli

“È dedito alla masturbazione?”; “Ha avuto vere e proprie esperienze sessuali con persone del suo stesso sesso?”; “Ha mai avuto aborti?”. I candidati si guardano smarriti. Un dubbio atroce li assale: quali competenze saranno richieste per il lavoro che dovranno svolgere? Il test prosegue: “Ha mai tentato il suicidio?”; “Usa droghe pesanti come anfetamine, cocaina ed eroina?”. Chi risponde di sì, fronteggia ora un nuovo quesito: “Ha intenzione di smettere?”.

Sempre più dubbiosi, i candidati cominciano a domandarsi se quel posto da dirigente faccia per loro. Alcuni quesiti vanno direttamente a sondare le loro abitudini sessuali. Alcune possibili risposte: “non ho avuto nessuna esperienza sessuale completa”; “la mia vita sessuale si limita alla masturbazione”; “la mia vita sessuale è completamente soddisfacente”; “soffro di frigidità”; “soffro di impotenza”; “soffro di eiaculazione precoce”.

Non è un racconto di Kafka, ma la cronaca di quanto accaduto a Brescia lo scorso febbraio 2011, quando trenta candidati ad un posto di dirigente si sono visti somministrare un test “psicoattitudinale” con queste domande ed altre consimili. La società era la ALER (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale), ma i quiz erano a cura della Cispel Lombardia, organizzazione qualificata nel procurare servizi e assistenza alle aziende pubbliche.

La passione per i quiz, in via d’abbandono negli USA, qui da noi impazza. “Mimate il possibile datore di lavoro alle prese con la persona in cerca di un posto”. “Se vi dovesse capitare di possedere 500 miliardi cosa fareste?”. “Scrivete un epitaffio per la vostra tomba per far sì che la gente si ricordi di voi”. Una quindicina di anni fa furono queste alcune delle domande cui dovettero sottostare alcuni impiegati della Magneti Marelli ritenuti in esubero e costretti per questo a frequentare un corso di “autovalutazione”. Il test era stato preparato da una società di consulenza per la “valorizzazione della professionalità”. Una lavoratrice si ribellò, la vicenda finì in tribunale, e il giudice diede ragione all’impiegata, precedentemente punita dall’azienda per essersi rifiutata di soggiacere a quella “scientifica” valutazione delle sue “attitudini”. Test di tal fatta, peraltro, violano platealmente la Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori), che all’articolo 8 recita: “È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore”.

In questi ultimi giorni si è parlato molto dei quiz INVALSI, piombati su Docenti e alunni della Scuola italiana senza interpellare né Docenti, né genitori, né studenti, e spacciati per rilevazione “oggettiva” degli apprendimenti. Il tutto servirà, un domani, a valutare il sistema scolastico, le Scuole e i Docenti, sulla base delle risposte date dagli studenti ai quiz, dai quali dipenderanno finanziamenti ed aumenti stipendiali. Prospettiva allettante. Finalmente si è trovato un metodo per tagliare le difficoltà della Scuola italiana con l’accetta, come piace all’attuale maggioranza governativa, avvezza a muoversi tra problematiche delicate come porcellane cinesi con la delicatezza di un reggimento di marines.

Ebbene, l’aspetto più meraviglioso dei quiz INVALSI è il test finale, quello psicoattitudinale. Esso mira a conoscere dettagli personali sulla composizione della famiglia dell’alunno, sulle sue abitudini, sulla sua condizione sociale. Finalmente sarà possibile schedare i giovani, sapere su quali e quante nuove leve si potrà contare nel mondo del lavoro, fare previsioni sulla loro disponibilità e flessibilità, nonché sui prevedibili profitti ricavabili. Un bel regalo per Confindustria. Finalmente rientra dalla finestra il “portfolio delle competenze”: quella straordinaria trovata di Letizia Brichetto Arnaboldi, seconda moglie di Gianmarco Moratti, imprenditrice italiana, ex Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nei Governi Berlusconi II e III, attualmente sindaco di Milano, benefattrice della Scuola italiana, ancorché ingiustamente osteggiata da schiere di perfidi studenti, genitori e Insegnanti comunisti. Ma finalmente il Bene trionfa. E nella Scuola immiserita dai tagli, ma arricchita di test e indovinelli, l’insegnamento sta finalmente per diventare ciò che Confindustria desidera: un allevamento di “menti d’opera emancipate dal pensiero critico” (frase agli atti di un convegno confindustriale tenutosi a Venezia nel 1995). Che, tradotto in italiano, significa cervelli di pollo in corpi umani.

 



 

Direttore Responsabile: Maria Mantello 

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