Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno"

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Eluana: il pudore del silenzio la carità del rispetto

 

Tutta la vita di Eluana Englaro sta in quel sondino gastrico attraverso cui il suo corpo inerme riceve artificialmente l’alimentazione. In questa condizione, che non ha niente più di umano, la ragazza di Lecco si trova ormai da più di 16 anni. Tutta la vita di Eluana è in quei tubi che la alimentano passivamente e la idratano passivamente. Il suo cervello, la sua anima è finita. Nessuna funzione biologica che non sia quella della meccanica del nutrimento e dell’espulsione delle scorie è più presente. Non pensa, non parla, non sorride. Non può avere affetti, dolori. Niente di niente. Da quando la sua corteccia cerebrale è stata compromessa per sempre, è imprigionata in quei sondini, che le impediscono innaturalmente di uscire dallo stato vegetativo irreversibile. Di essere finalmente libera.

Da allora, i suoi occhi si aprono e si chiudono meccanicamente, ma non vedono. Le labbra semischiuse tremulanti non emettono  suono alcuno. Il naso non fiuta più gli odori della vita, ma è invaso da quel tubo che arriva allo stomaco. Vi immette un nutrimento, che poi attraverso un clistere l’intestino libera. Gli infermieri la puliscono, la rigirano nel letto dove è sempre stesa. Una volta al giorno la sollevano di forza per sistemarla su una sedia, stando bene attenti che non cada. Perché non è in grado di reggersi da sé.

Eluana non avrebbe mai voluto vivere così. Finalmente il diritto al rispetto della sua volontà è stato riconusciuto dalla magistratura! Dopo un decorso giuridico interminabile, che solo l’amore infinito di un padre per la dignità di una figlia tanto sfortunata poteva sostenere, finalmente, la sentenza della Cassazione (novembre 2008), ha posto fine a tanto strazio. Eluana sarà libera!

Ma ecco puntuali i fanatici della “non-vita” tornare all’assalto. A mobilitarsi, perché continui la meccanica che insanamente domina nel corpo inanimato della ragazza. Per costoro Eluana è un’idea di vita. E per difenderla, si accaniscono con tutta la virulenza ideologica di cui sono capaci.

Ma adesso basta. Facciano silenzio. Si affoghino nelle acque paludali della loro mancanza di pudore. Spariscano nella loro mancanza di carità cristiana. Ci sia rispetto per la volontà di  Eluana! Ci sia rispetto per un padre ed una madre squassati dal dolore! Tacciano finalmente. O non basteranno milioni di miliardi di bottiglie d’acqua a lavare le loro pruriginose coscienze.

Maria Mantello

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