Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno"

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BURQA: SIMBOLO DELL'OPPRESSIONE PATRIARCALE SULLA DONNA

di Lalla Trupia

Non  credo che la scelta del Prefetto di Treviso di permettere l’uso del burqa sia particolarmente saggia e lungimirante. Non mi sembra né saggio né lungimirante non applicare una legge del nostro paese, quella che impone la riconoscibilità delle persone. Anche se, nel caso del burqa, la riconoscibilità non è il vero problema.
Ma non è, a mio modo di vedere, neanche una decisione dettata dal rispetto verso un simbolo religioso, perchè il burqa non è un simbolo religioso, ma piuttosto il simbolo di uno dei più odiosi aspetti dell’oppressione patriarcale contro le donne.
Guardare il mondo dietro a una grata e occultare il proprio corpo fino all’annullamento è semplicemente  un palesamento della mancanza di libertà. Della libertà femminile. Occultare il proprio corpo significa occultare  l’identità di genere, la propria identità sessuale. E sempre, nella vita delle donne, in tutte le parti del mondo, sta alla radice di una condizione di sudditanza, quando non di schiavitù. Il bellissimo libro di Hosseini “I mille splendidi soli” ci racconta il perchè dell’uso del burqa in Afghanistan e non vi troviamo traccia  alcuna di tradizioni religiose. Anche in questo paese infatti non sempre è andata così. La ricomparsa del burqa avviene quando s’interrompe traumaticamente il processo, pur avviato di modernizzazione, quando il paese cade nelle mani dei fondamentalisti e vengono cancellati gran parte dei diritti di libertà, tra i primi quelli delle donne.

Le donne italiane si sono emancipate dalle più odiose schiavitù patriarcali con fatica e con grandi lotte e hanno cancellato dall’ordinamento le norme più obsolete e violente di quella cultura: nel Codice Familiare, come nelle leggi che negavano alle donne l’autodeterminazione sul proprio corpo e sulla loro sessualità.
Perchè le donne che ospitiamo nel nostro paese non dovrebbero godere dei nostri stessi diritti e opportunità?
Perchè ancora non hanno la forza di esercitarli?
Perchè è giusto che ci arrivino con le loro gambe e non con le imposizioni?
Noi vorremmo da oggi poter guardare negli occhi le nostre simili che portano il burqa, ma nello stesso tempo vorremmo che lo sollevassero con le loro mani.
Nel frattempo è possibile cominciare con il far valere le leggi del nostro paese che chiedono la riconoscibilità di ogni persona. Continuiamo poi a discutere su cosa sia meglio fare, purchè sia chiaro il punto di partenza: IL BURQA E’ IL SIMBOLO DI UNA SCHIAVITU’ NON IL SIMBOLO DELLA LIBERTA’ FEMMINILE.

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