Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno"

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LA CROCE E' UN VALORE?

di Sergio Martella (psicoterapeuta)

L’insegnamento di dottrine “pedagogiche” come quelle del sacrificio umano e della “salvezza” per l’uomo che deriverebbe dalla morte procurata di un innocente per volontà di un dio-genitore (tale è il messaggio della croce!), e non dall’educazione al rispetto ed alla responsabilità, è oggettivamente contrario ai principi fondamentali del rispetto dell’uomo e dei minori.

Insegnare ad un bambino che dalla disgrazia di un figlio deriva il bene di tanti “peccatori”, equivale a fornire una causa assoluta di ingiustizie e calamità future.

La violenza non è frutto di una “innata” cattiveria dell’uomo, ma è l’inevitabile conseguenza di una tenace diseducazione che confonde l’amore con il sadismo. Del resto, là dove la popolazione condivide in maggior misura la sub-cultura del “peccato” e dell’”inferno”, cresce in proporzione il disagio nelle famiglie, nei costumi sociali, nel degrado urbano. Organizzata come impresa del consenso, la chiesa dimostra invece di procurare più devianza che vantaggi nella gestione del territorio.

Lo Stato non può farsi complice di una ideologia suggestiva che si è opposta nella storia ad ogni avanzamento delle scienze, delle libertà civili, che ha contrastato la costituzione stessa dell’unità nazionale, che per secoli ha praticato propositi antigiudaici, fino a favorire apertamente l’ascesa del nazismo. Se lo Stato è tenuto a difendere la legalità delle sue istituzioni, anche l’interesse dei partiti per la gestione del consenso deve rigettare falsità, abusi, teologie basate sulla morale del “figlio in croce”. Altrimenti, Stato e partiti rischiano di perdere ogni credibilità e di rendersi responsabili, al pari della chiesa, di una storia dai risvolti criminali.

Il 20 gennaio 2006, consegnai la mia scheda elettorale agli uffici del comune di Padova per protestare contro l’esposizione di un vistoso crocifisso nell’ufficio elettorale del comune. Da allora mi sono privato del diritto-dovere del voto, a cui sono stato educato, senza avere alcuna risposta da parte degli organi interpellati. A più di un anno da quella data, la teologia cattolica è cambiata ancor più in ideologia politica, suscitando rimostranze in larga parte dell’opinione pubblica. Lo scorso dicembre, il Consiglio Superiore della Magistratura, ha ribadito l’illegittimità delle norme del codice fascista che disponeva l’affissione dei crocifissi nei luoghi pubblici. Ciononostante nulla è cambiato, nessun provvedimento è stato avviato per la rimozione.

Sergio Martella

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